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Responsabile Carmen Mortellaro
Settore di ricerca Malattie Odontostomatologiche
Personale docente    
Personale non-docente Adriano Piattelli   Stefano Tetè  Antonio Scarano   Carlo Mangano  Alberta Greco Lucchina   Stefania Francone   Gianni Bologna  Giorgio Staiti
Obiettivi della ricerca 1) SCAFFOLDS INDIVIDUALIZZATI (CUSTOM MADE) NELLA RIGENERAZIONE OSSEA DEI MASCELLARI
Risultati ottenuti 1)  Lo scopo dell’Ingegneria Tessutale è sostituire in toto od in parte tessuti biologici persi per cause patologiche. L’obiettivo principale di tale disciplina nel campo della chirurgia orale e maxillo-facciale è ottenere un sostituto osseo specifico per ciascun paziente che rigeneri e mantenga la funzione del tessuto osseo.Lo scaffold ideale dovrebbe riprodurre o “mimare” le caratteristiche del tessuto osseo,ma soprattutto quelle della matrice ossea. Tra tutti i materiali di sintesi, senz’altro il più studiato e conosciuto è l’idrossiapatite (HA), un materiale calcio-fosfatico, noto da più di 30 anni in campo ortopedico ed odontoiatrico ed utilizzato con successo in specifiche applicazioni cliniche come rigenerazione di difetti parodontali e perimplantari, aumenti di cresta alveolare, rialzo del seno mascellare ed in chirurgia maxillo-facciale. E’ un materiale considerato biocompatibile, non immunogenico, osteoconduttivo ed approvato dalla FDA (Food and Drug Administration) per l’utilizzo nella rigenerazione ossea,in quanto agisce come matrice di supporto per la crescita di vasi e osso neoformato.Essendo materiale di sintesi, è suscettibile di modificazioni tecnologiche.A tal riguardo risulta di notevole importanza poter modellare il materiale in funzione del difetto osseo da ricostruire. Fino ad oggi questo è possibile ,per questo come per altri biomateriali ,solo durante l’atto chirurgico,modellando tramite una fresa montata su manipolo,il preformato di dimensioni standard del biomateriale utilizzato, fino ad ottenere un buon adattamento dello stesso con il difetto osseo .Oggi tecniche più sofisticate ci hanno permesso di ottenere,previo esame TAC del distretto osseo interessato,una ricostruzione 3D del difetto e da questa ottenere un modello in resina acrilica tramite prototipazione rapida computer-assistita sul quale cosctruire il blocco di sostituto osseo necessario al difetto.


 
Obiettivi della ricerca 2) PREPARAZIONE DEL SITO IMPLANTARE CON PIEZOCHIRURGIA VS FRESA: STUDIO EX VIVO SU MODELLO ANIMALE
Risultati ottenuti 2)  L’obiettivo principale dello studio è quello di stabilire l’esistenza di vantaggi in termini microscopici a livello del tessuto osseo e clinici derivanti dalla preparazione di siti implantari con piezodevice rispetto alla preparazione classica con frese.
- analisi istologica al microscopio ottico dell’area di danno termico :Le analisi istologiche in microscopia ottica ci hanno permesso di valutare l’estensione dell’area di danno termico causata dall’applicazione del piezodevice o della fresa sul tessuto osseo
-analisi norfologica al microscopio elettronico a scansione (SEM)
L’analisi al SEM ci ha permesso di analizzare la morfologia dei margini dei siti implantari preparati secondo le due differenti metodiche.

- microanalisi a raggi X (EDX)
L’analisi EDX ci ha permesso di individuare sul tessuto osseo marginale i siti di preparazione implantare l’eventuale presenza di residui metallici derivati dai differenti strumenti
- tempo medio di esecuzione
Sia per l’esecuzione dei siti implantari del gruppo test e del gruppo controllo sono stati calcolati i tempi medi necessari per l’esecuzione delle preparazioni dei siti implantari con le due metodiche ,con un risultato di riduzione dei tempi di prepaazione delle tecniche tradizionali vs tecniche piezo.



 
Obiettivi della ricerca 3) Osteotomia piezoelettrica e convenzionale con strumenti rotanti a confronto nella chirurgia dei terzi molari inferiori inclusi: studio clinico randomizzato multicentrico
Le misurazioni rilevate per I gruppi test e controllo(Soddisfazione post-opertoria dell’operatore, Comfort intraoperatorio del paziente, Dolore post-operatorio -in ciascun intervallo e complessivamente-, Guarigione della ferita chirurgica) sono state sottoposte ad analisi statistica mediante
test di Wilcoxon .
Tutti i parametri hanno deposto generalmente a favore delle tecnicche piezoelettriche ad esclusione dei tempi operatori ,calcolati in una scheda fuori test ,occultata al paziente ,con quesito unico rivolto all`operatore e ritenuti sensibilmente dilatati rispetto ai tempi richiesti dalle tencniche tradizionali.

Risultati ottenuti 3) Scopo della ricerca:

-Valutare le differenze tra i tempi operativi dell’osteotomia piezoelettrica rispetto a quella convenzionale mediante strumenti rotanti.
-Valutare la soddisfazione individuale dell’operatore nell’utilizzo dell’osteotomia piezoelettrica rispetto a quella convenzionale mediante strumenti rotanti.
-Valutare la percezione di comfort intraoperatorio da parte del paziente nell’utilizzo dell’osteotomia piezoelet-trica rispetto a quella convenzionale mediante strumenti rotanti.
-Valutare le differenze di dolore post-operatorio tra i pazienti trattati con osteotomia piezoelettrica rispetto a quelli con osteotomia convenzionale mediante
strumenti rotanti. 
Obiettivi della ricerca 4) Patologie infettive intercorrenti nei pazienti sottoposti a trapianto di midollo osseo (post – stem cell transplant ): le sinusiti paranasali
(Studio clinico condotto in collaborazione con Ospedale Pediatrico Regina Margherita di Torino)



Risultati ottenuti 4)  L’utilizzo dei antibiotici ad ampio spettro sono spesso raccomandati per il controllo delle rinosinusiti in pazienti immunodepressi. Se non sono miglioramenti dopo l’inizio della terapia l’aspirazione oppure una biopsia devono essere eseguite.
Sterman nel 1999 ha rilevato che l’approccio aggressivo con lavaggio antrale oppure etmoidectomia nei pazienti sottoposti a TCSE con rinosinusite non ha mostrato benefici in termini di sopravvivenza. Noi abbiamo osservato che nei pazienti con evoluzione clinica in peggioramento deve essere proseguito un monitoraggio endonasale stretto e l’utilizzo della biopsia antrale con trocar ed esame culturale deve essere eseguito solo dopo l’esame endoscopico. Successivi interventi chirurgici hanno indicazione solo in pazienti molto selezionati.
È consigliabile in caso di sinusiti severe eseguire un accurato esame del palato duro e della cavità orale alla ricerca di alterazioni di colorazione della mucosa e/o della comparsa di lesioni ulcerose a carico del palato duro. Si ricercano zone di osteolisi di più comune riscontro in caso di rinosinusite fungina ma che possono verificarsi anche in caso di infezione batterica in questa tipologia di pazienti.
Pur trattandosi di evenienze non frequenti tali patologie e relative complicanze richiedono una conoscenza approfondita da parte dello stomatologo fin dagli esordi della malattia. 
Collaborazioni in atto   
Comunicazioni a congressi   
Pubblicazioni
Successful medical treatment for ranula in children.
Local delivery of the hemostatic agent tranexamic acid in chronically anticoagulated patients.
Differing therapeutic approaches to cleidocranial dysplasia (CCD).
Use of piezosurgery device in management of oral surgery complications: clincal case and clinical experience report.
Structural morphological characteristics and craniofacial development in macrocephaly-cutis marmorata telangiectatica congenita.
Intercurrent infectious diseases in post-stem cell transplant patients: paranasal sinusitis.