Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

Strumenti personali

sito non più aggiornato
 

Sezioni

Tu sei qui: Home / Ricerca / 2012

Responsabile Caterina Casadio
Settore di ricerca Chirurgia Toracica
Personale docente    
Personale non-docente Ottavio Rena  Fabio Massera  Esther Papalia  Davide Turello            
Obiettivi della ricerca 1) Utilità della terapia neoadiuvante nel trattamento trimodale del mesotelioma pleurico
Risultati ottenuti 1)  La mortalità per mesotelioma pleurico è in aumento in tutta Europa ed è atteso un picco tra il 2011 e il 2015. La mortalità si mantiene sempre estremamente elevata:
mortalità del 90% a 5 anni.
Nei primi stadi della malattia è possibile sottoporre i pazienti ad un trattamento trimodale costituito da: chirurgia, chemioterapia, radioterapia. La sopravvivenza per questo gruppo ristretto di pazienti è del 45/50 % a 5 anni.Le problematiche sono:
• Una corretta stadiazione pre-operatoria
• La radicalità chirurgica
Nel tentativo di migliorare la radicalità chirurgica, è stato proposto un protocollo che prevede un trattamento chemioterapico pre-operatorio con Cisplatino e Alimpta, seguito da pleuro-pneumonectomia con resezione del pericardio e del diaframma e poi radioterapia.
Metodi:
Pazienti con diagnosi accertata di mesotelioma pleurico mediante toracoscopia ed esame istologico, vengono valutati per:
1. condizioni generali, performance status, funzione respiratoria , cardiaca e renale
2. stadiazione più corretta possibile della malattia, mediante toracoscopia, TAC del torace, TC-PET, Risonanza Magnetica.
Nella fascia ristretta di pazienti in grado di tollerare l’intervento chirurgica e al I° e II° stadio di malattia, si procede con tre cicli di chemioterapia neoadiuvante, seguiti da intervento chirurgico di pleuro-pneumonectomia.
Il trattamento continua poi con ulteriori tre cicli di chemioterapia ed irradiazione delle ferite chirurgiche e dell’emitorace interessato.
Risultati attesi
• Con il trattamento neoadiuvante, la neoplasia dovrebbe risultare meglio delimitata e più facilmente asportabile in modo radicale.
• La mortalità e le complicanze post-operatorie non dovrebbero aumentare in maniera significativa.
• La sopravvivenza a distanza dovrebbe migliorare notevolmente, perché legata alla radicalità chirurgica


 
Obiettivi della ricerca 2) L’evacuazione dell’essudato pleurico con un drenaggio di nuova concezione.
Risultati ottenuti 2)  Dopo ogni intervento chirurgico sul torace è indispensabile rimuovere dal cavo pleurico il sangue e il materiale esudativo che vi si raccoglie; a tale scopo si posiziona un drenaggio evacuativo.
I drenaggi tradizionali, a sezione circolare, (PORTEX 32 Fr O 28Fr) hanno un potere drenante abbastanza limitato, con conseguente deposito nel lume di coaguli di fibrina che, nell’arco di 24-48 ore possono occluderlo completamente. Tale evenienza complica il decorso post-operatorio e ritarda la dimissione del paziente.
Attualmente sono in uso drenaggi di nuova concezione (BLAKE DRAIN 24Fr) con un potere drenante notevole, i quali, grazie alla sezione a forma di croce, non consentono il deposito di fibrina e non possono occludere.
Nel nostro Dipartimento è stato condotto uno studio per confrontare i due sistemi di drenaggio:
• in 50 pazienti sottoposti a resezione polmonare sono stati praticati drenaggi tradizionali (Gruppo A)
• in 50 pazienti sottoposti a resezione polmonare sono stati praticati drenaggi di nuova concezione ( Gruppo B)
Per il confronto sono stati utilizzati i seguenti parametri:
1. quantità di liquidi drenati
2. tempo intercorso tra l’intervento e la rimozione dei drenaggi
3. tempo intercorso tra l’intervento e la dimissione
Tutti i parametri presi in esame hanno mostrato un miglior funzionamento dei drenaggi di nuova concezione, infatti la perdita liqiuida è stata analoga nei due gruppi, ma il tempo di permanenza del drenaggio è stata inferiore di circa 48 ore ed il tempo intercorso tra l’intervento e la dimissione è stato inferiore di circa 24 ore nei pazienti portatori di drenaggio BLAKE ( Gruppo B).


 
Obiettivi della ricerca 3) Re-staging nei casi di cancro polmonare operati secondo la nuova classificazione TNM
Risultati ottenuti 3)  Dal 1972 il sistema TMN permette di studiare ogni caso di cancro polmonare, in modo da valutare e paragonare i risultati terapeutici. Attualmente è in corso di conclusione una revisione dei criteri di classificazione che tiene conto di migliaia di casi studiati e seguiti. Su un materiale a nostra disposizione di circa 1500 pazienti, rivisti alla luce dei nuovi parametri di classificazione, potremo valutare l’impatto dei nuovi criteri sullo staging e potremo meglio definire le indicazioni terapeutiche per i casi che si presenteranno.

2) Chemioterapia neoadiuvante ( o pre-chirurgica) nel Mesotelioma Pleurico Maligno (MPM) trattabile chirurgicamente-
E’ noto che l’asportazione il più possibile radicale del MPM può prolungare la mediana di sopravivenza e ottenere soggetti long-living anche con residuo limitato di malattia, portando la sopravvivenza da 8 a 60 mesi.
Per ottenere un’exeresi il più possibile radicale, è in corso una sperimentazione di protocollo che contempla un attacco iniziale con chemioterapia a base di pemetrexato (Alimta) e Cisplatino, che può ridurre notevolmente l’entità della neoplasia. Se al re-staging vi saranno condizioni favorevoli per prospettare un’exeresi radicale, si procederà ad una rimozione della neoplasia con pleurectomia o pneuropneumonectomia con asportazione del pericardio e del diaframma.






 
Obiettivi della ricerca 4) CHEMIOTERAPIA NEO-ADIUVANTE ( O PRE-CHIRURGICA) PER IL MESOTELIOMA PLEURICO MALIGNO (MPM) POTENZIALMENTE CHIRURGICO
Risultati ottenuti 4)  Premessa- Dal 1998 Sugarbeker a Boston ha messo in evidenza che forme iniziali di MPM sono trattabili chirurgicamente con sopravvivenza a 5 anni impossibili in pazienti trattati soltanto con terapia medica o radiante.
Scopo del lavoro- Negli ultimi 5 anni un certo numero di pazienti affetti da MPM è giunta alla nostra osservazione in stadio I° o II° secondo la stadiazione IMIG (International Mesothelioma Interest Group) e pertanto trattati con asportazione della neoplasia con intento radicale. Lo scopo del lavoro è di ottenere un down-staging con un trattamento chemioterapico pre-operatorio nella speranza di portare all’intervento chirurgico i pazienti che si presentano con una stadiazione più elevata e migliorare la radicalità chirurgica.
Materiali e metodi – Si presume di arruolare 10-15 pazienti per anno nei prossimi tre anni con performances status buono e di inserirli in un programma di exeresi chirurgica con intento radicale.
Tutti verranno trattati con due cicli di chemioterapia pre-chirurgica a base di ALIMTA (pemetrexato) + Cisplatino. Si procede quindi ad exeresi mediante pleurectomia o pleuropneumonectomia con intervento radicale.
Lo staging post-chirurgico sarà confrontato con quello clinico pre-trattamento. Sarà valutata la radicalità chirurgica e l’incidenza di complicanze post-operatorie di questi casi; i risultati saranno confrontati con quelli dei pazienti operati negli ultimi 5 anni senza chemioterapia neoadiuvante . Data l’esiguità dei pazienti non è prevedibile la costruzione di curve di sopravvivenza.
Risultati attesi- Ci si attende un netto aumento dell’operabilità e della radicalità chirurgica, rispetto alla serie dei pazienti operati in prima istanza senza un eccessivo aumento della morbilità e della mortalità post-operatoria.



 
Obiettivi della ricerca 5) PARTECIPAZIONE AL PROTOCOLLO ITACA

Risultati ottenuti 5)  Studio di fase III multicentrico randomizzato per confrontare una terapia adiuvante guidata da studio farmacogenico, ed una chemioterapia adiuvante standard in pazienti portatori di neoplasie polmonari primitive, asportate radicalmente allo Stadio Patologico II e III°.

I bracci del trattamento sono:

Alto ERCC1 Alto TS 4 cicli di paclitaxel
Alto ERCC1 Basso TS 4 cicli di pemetrexed
Basso ERCC1 Alto TS 4 cicli di cisplatino + gemcitabine
Basso ERCC1 Basso TS 4 cicli di cisplatino + pemetrexed


Il paziente verrà poi seguito in follow-up:

ogni 3 mesi per i primi due anni
ogni 6 mesi da tre a cinque anni
ogni 12 mesi da sei a dodici anni

Obiettivo primario dello studio:

_ Valutazione della sopravvivenza globale dei pazienti allo stadio II° e III° A radicalmente operati con: a) Terapia adiuvante modulata sulla farmacogenomica
b) Terapia adiuvante standard ( cisplatino)

Obiettivi secondari:

_Valutazione dell’intervallo libero da malattia
_Valutazione della tossicità dei farmaci
_Valutazione della tollerabilità da parte del paziente
_Confronto quantitativo tra ERCC1 e TS-rRNA e ERCC1 e TS- proteine mediante immunoistochimica.
 
Collaborazioni in atto   
Comunicazioni a congressi Relatore al Congresso "La gestione del paziente con neoplasia polmonare. Complessità, problemi, soluzioni possibili".
Bard(AO) 20 gennaio 2012

Moderatore al Congresso"Work in progress - Protocolli di studio e standard in Chirurgia Toracica".
Bari 24-25 febbraio 2012

Relatore al Congresso "Workshop di Chirurgia Toracica - Vats Lobectomy"
Forlì 19 aprile 2012

Moderatore al "Congresso Nazionale SICT"
Pisa 16-17-18 giugno 2012

Relatore al Congresso:" XVI Congresso Nazionale Società Italiana di Endorscopia Toracica"
Silvi Marina (TE) 22-24 settembre 2012

Relatore Congresso "Attualità in Chirurgia Toracica"
Pisa 26-27 ottobre 2012
 
Pubblicazioni
Multimodal treatment for stage IVA thymoma: a proposable strategy.
Thymomaptysis: unusual presentation of invasive thymoma.
S+ -ketamine for control of perioperative pain and prevention of post thoracotomy pain syndrome: a randomized, double-blind study.
Extrapleural pneumonectomy for early stage malignant pleural mesothelioma: a harmful procedure.
How not to do it.
Single thymic gland metastasis from resected non-small-cell lung cancer.