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Responsabile Carmen Mortellaro
Settore di ricerca Malattie Odontostomatologiche
Personale docente Mario Migliario   
Personale non-docente Stefano Tetè   Liborio Stuppia   Enrico Gherlone  Fabrizio Bianchi  Alberta Greco Lucchina   Gilberto Sammartino  Gaetano Marenzi   Raffaele Vinci
Obiettivi della ricerca 1) Patologie infettive intercorrenti nei pazienti sottoposti a trapianto di midollo osseo (post – stem cell transplant ) : le sinusiti paranasali con osteolisi del mascellare
Risultati ottenuti 1) La sinusite si presenta comunemente a seguito di TCSE. Spesso è presente leucopenia, piastrinopenia, una diagnosi microbiologica risulta difficile e una progressione verso una sinusite cronica risulta comune.
L’incidenza della rinosinusite nei pazienti sottoposti aTCSE varia da 1al 33% ed è più comune nei trapianti allogenici rispetto ai trapianti autologhi. L’immunosoppressione è riferibile all’irradiazione corporea totale, alla somministrazione di glucocorticoidi e ai farmaci immunomodulatori. La terapia radiante, che spesso è utilizzata nella fase preparatoria del TCSE è correlata con una riduzione della risposta immune non-specifica e con un danneggiamento delle mucose come barriere immunologiche. Queste modificazioni dell` ambiente rendono il paziente più suscettibile alle infezioni, in particolare da anaerobii. Pazienti con GVHD hanno presentato 4,3 volte maggiori possibilità di sviluppare sinusite post-trapianto rispetto ai pazienti senza GVHD. I fattori predittivi per rinosinusite in pazienti sottoposti a trapianto di midollo osseo hanno rilevato che: la frequenza di rinosinusiti in pazienti BMT è del 49% rispetto a 36,9% la frequenza di GVHD cronico è del 30,5% che quindi la Graft versus la GVHD è un fattore predisponente L’approccio aggressivo con lavaggio antrale oppure l`etmoidectomia nei pazienti sottoposti a TCSE con rinosinusite non ha mostrato benefici in termini di sopravvivenza.Consigliabile eseguire un accurato esame del palato duro e della cavità orale alla ricerca di alterazioni di colorazione della mucosa e/o della comparsa di lesioni ulcerose a carico del palato duro per evitare la complicanza della osteolisi del mascellare   
Obiettivi della ricerca 2) Valutazione a lungo termine di ricostruzione mascellare con prelievo di osso da cresta iliaca :studi morfologici ed immunoistochimici
Risultati ottenuti 2) Mediante blocchi d`osso prelevati da cresta iliaca e innesti onlay abbiamo ricostruito il mascellare posterioree ripristinando l’altezza ossea in zone edentule. E stato rilevato un conspicuo riassorbimento dell’innesto prima dello inserimento dell’impianto mentre si è avuto riassorbimento moderato dell’innesto a 4 mesi,all`inserimento dell`impianto.Non è stata notata differenza significativa in altezza dell’osso tra T1 e T2,segno che l`inserimento dell’impianto è fondamentale ad assicurare il mantenimento del volume dell’innesto.Secondo alcuni rapporti il tasso di sopravvivenza degli impianti posizionati in osso innestato,unitamente al riassorbimento osseo perimplantare registrato durante il periodo postoperatorio,non evidenziano differenze significtive con quelli posizionati in osso nativo.La perdita di osso iniziale potrebbe attribuirsi a difficile gestione del tessuto molle,associata ad un rischio elevato di deiscenza e necrosi dello innesto.Per valutare l`integrazione dello innesto con il tessuto ospite a breve o lunga durata, abbiamo condotto indagini su campioni ottenuti da siti ricostruiti tramite innesti ossei prelevati da cresta iliaca dopo circa 4 mesi(T1)e dopo10 anni(T2)confrontati a campioni di cresta iliaca ottenuti da siti del donatore al momento stesso del prelievo del campione perl`innesto(T0)Poiché,nella fase iniziale,l’integrazione dell’innesto richiede il riassorbimento della matrice extra-cellulare(ECM)e la formazione di nuovi vasi sanguignila risposta rigenerativa è stata valuta esaminando le espressioni MMP2 ,VEGF, BSP,iNOS.72 kDa type IV collagenase
 
Obiettivi della ricerca 3) Metodiche per il trattamento del deficit del diametro trasverso del palato : tecnica ortodontico -chirurgica modificata
Risultati ottenuti 3) Molti A.riconoscono come responsabili delle recidive parziali dopo trattamento di espansione palatale le strutture del tripode zigomatico con le suture zigomatico temporale, frontale, mascellare e frontomascellare. Noi ipotizziamo che il setto nasale sia la causa principale delle recidive . Esso è costituito da una parte ossea e da una parte cartilaginea; la prima è formata dalla lamina perpendicolare dell`etmoide e dal vomere . La parte cartilaginea completa il setto in avanti ed è costituita dalla cartilagine quadrangolare che si articola con la lamina perpendicolare dell`etmoide e con la doccia ossea presente sul margine anteriore del vomere.La cresta nasale è una salienza mediana sulla faccia superiore del palato osseo, costituito dall`incontro dei processi trasversali del mascellare e dei processi trasversali delle ossa palatina.Essa contrae intimi rapporti con il vomere, il cui margine inferiore presenta due ali, disposte a cavaliere, della cresta nasale.Appare chiaro il ruolo che il setto nasale può giocare nella tendenza alla recidiva. Se non provvediamo a staccarlo dal vomere, esso, entrando in tensione all`atto della disgiunzione delle emimascelle, opererà una trazione verso la sua posizione di riposo ossia verso il centro delle coane, contribuendo ad una contrazione recidiva del mascellare.Sarà sufficiente una disinserzione della porzione cartilaginea del setto per eliminare la tendenza alla recidiva evitando di effettuare ben più impegnative manovre di osteotomia laterale del mascellare,più traumatiche e non sempre scevre da effetti postoperatori indesiderati

 
Obiettivi della ricerca 4) Ruolo causale di tossici ambientali nell`eziologia di malformazioni congenite nella zona di Priolo ,Melilli ,Augusta e Gela.
Risultati ottenuti 4) L`incidenza di malformazioni congenite in queste aree è risultata essere significativamente superiore a quella riportata dal registro siciliano e dai registri italiani.Si ritiene che la maggior parte delle anomalie congenite non sindromiche, incluse le schisi facciali e le cardiopatie congenite, sia causata da interazioni tra fattori di rischio ambientale e fattori genetici L`esposizione ad agenti tossici in epoca pre e perinatale sembra essere una componente importante dell`eziologia delle malformazioni congenite
Il sistema riproduttivo di donne e uomini è sensibile ad insulti di agenti tossici Gli agenti inquinanti, infatti, possono danneggiare il materiale genetico degli spermatozoi e degli ovociti prima del concepimento, avendo come conseguenza mutazioni che possono indurre aborti, morte o difetti alla nascita .L`epigenoma può subire modulazioni in risposta a fattori ambientali .Gli individui non hanno, comunque, la medesima suscettibilità agli effetti dovuti all`esposizione ad agenti tossici. Le diverse capacità metaboliche e riparative connesse ai polimorfismi genetici possono creare le basi per differenze inter-individuali nel rischio (suscettibilità) di genotossicità gametica indotta da esposizione a xenobiotici che, se trasmesse alla progenie, determinano anomalie congenite Nell`ambito delle malformazioni congenite, i polimorfismi genici di alcuni enzimi della famiglia della glutatione S-transferasi sono stati indicati come fattori genetici di rischio di difetti congeniti .


  
Obiettivi della ricerca 5) Terapia implantare in pazienti irradiati
Risultati ottenuti 5)  Note sono le problematiche relative alla riabilitazione implantoprotesica in pazienti che hanno subito trattamenti radianti .Noi abbiamo condotto uno studio multicentrico che si poneva come obiettivo il monitoraggio di impianti sommersi per valutarne la prognosi a lungo termine in pazienti irradiati.Su un totale di 77 pazienti trattati per cancro del cavo orale o del collo, sono stati successivamente posizionati 188 impianti. Dopo la fase di guarigione, gli impianti perfettamente integrati sono stati restaurati con 69 restauri rimovibili e 38 restauri protesici fissi. Le percentuali di sopravvivenza cumulativa e di successo degli impianti sono state valutate su un periodo di almeno 36 mesi. Inoltre, sono state calcolate le percentuali cumulative di successo concernenti i sottogruppi di impianti suddivisi a seconda di: sito dell’impianto (mandibola o mascella), dosaggio radiazioni e intervallo intercorso tra l’ultima irradiazione e il posizionamento dell’impianto. Durante la fase di guarigione, 20 impianti non si sono integrati, mentre 168 sono stati dichiarati perfettamente riusciti (sia per quanto riguarda la sopravvivenza che la percentuale di successo). L’analisi dei sottogruppi di impianti ha evidenziato una percentuale di successo cumulativo lievemente più favorevole per gli impianti mandibolari (98.4%) che per gli impianti mascellari (57.1%) e una percentuale di successo nettamente migliore per dosaggi di radiazioni inferiori a 50-Gy.Un intervallo superiore a 12 mesi tra l’ultima radiazione e il posizionamento dell’impianto non sembra portare a migliori risultati clinici. 
Collaborazioni in atto  Centro di CHIRURGIA PLASTICA DI MUTAZ HABAL- FLORIDA USA 
Comunicazioni a congressi Convegno SIDOP SICOrt SICMF SIdCO Milano, 4 febbraio 2011
International ConferenceSENAME ICOI SIDCO Napoli,31 Marzo– 2 Aprile 2011
“Multidisciplinary approach to the oral surgery: from the endodontic surgery to the aesthetic aspect in implantology."
Congresso del Collegio Docenti Siena 16 Aprile 2011
SICMF Società Italiana di Chirurgia Maxillofacciale. XVII Congresso Nazionale.
Como, Villa Erba 12-14 maggio 2011
Pugnochiuso XI Congresso Nazionale SIPMO 16-18 Giugno 2011
Accademia “IL CHIRONE”Piccoli sorrisi: dalla mamma al bambino Roma 16/17 settembre 2011
The 3rd Chongqing International Clinical Neuroscience Forum & NeuroDrug Conference - Chongqing, Cina 21-23 Ottobre 2011 “Saldino-Mainzer syndrome: nephronophthisis, retinitis pigmentosa, and cone-shaped epiphyses”
Montreal International Gene Conference - Montreal, Quebec, Canada 3-4 Novembre 2011 “Diagnosis and treatment of familial cherubism characterized by early onset and rapid development” .
Congresso SidCO Società Italiana di Chirurgia Odontostomatologica Milano 25 novembre 2011
 
Pubblicazioni
Alternative transoral approach for intranasal tooth extraction.
Genetics of syndromic and nonsyndromic cleft lip and palate.
Long-term evaluation of maxillary reconstruction by iliac bone graft.
Implant therapy in irradiated patients.
Sviluppo embriologico e accrescimento normale e patologico del distretto oro e cranio-facciale
La chirurgia ortognatica delle anomalie e deformità dento-facciali
Patologie ereditarie del distretto orale, del parodonto e dei denti
Materiali e tecnologie odontostomatologiche