Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

Strumenti personali

sito non più aggiornato
 

Sezioni

Tu sei qui: Home / Ricerca / 2011

Responsabile Donato Colangelo
Settore di ricerca Farmacologia
Personale docente Ilario Viano   
Personale non-docente                       
Obiettivi della ricerca 1) Valutazione dei meccanismi di resistenza a farmaci antineoplastici a base quadrato-planare di platino
Risultati ottenuti 1)  Il nostro gruppo da anni si occupa, in collaborazione con il gruppo di Oncologia Sperimentale dell’Istituto Tumori di Milano, dello studio dei meccanismi d’azione e delle resistenze delle cellule neoplastiche ai chemoterapici a base quadrato planare di platino. Questa struttura è tipica di farmaci come il cisplatino, il carboplatino e l’oxaliplatino. In particolare, nonostante il meccanismo d’azione sia sostanzialmente il medesimo, molte differenze sembrano esistere nei loro meccanismi di resistenza cellulare. Lo scopo del lavoro di questo anno è stato l’analisi delle componenti molecolari alla in differenti linee cellulari, ed in particolare in linee di carcinoma ovarico oxaliplatino-resistenti. Quello che abbiamo documentato è stata l’aumentata espressione della N-linked glicosilazione della ATP-binding cassette transporters MRP1 e MRP4, dimostrata con l’utilizzo della tunicamicina. Inoltre il difetto glicosilativo delle cellule resistenti era legata a livelli ridotti della N-acetilglucosamina-1-fosfotransferasi (GNPTG) e mannosil (alpha- 1,6-)-glicoproteina beta-1,6-N-acetil-glucosaminiltransferasi (MGAT5) che si collegava ai livelli ridotti di platino nelle cellule. I pazienti che presentano up-regolazione delle MRPs non dovrebbero, quindi, avere giovamento dal trattamento con chemioterapici che sono substrati di MRP1 e MRP4.  
Obiettivi della ricerca 2) MIC, PK/PD per un approccio razionale alla terapia antibiotica in pazienti settici
Risultati ottenuti 2) Questo lavoro, frutto della collaborazione con il Dott. Carlo Olivieri della Rianimazione e il Dott. Marco Bagnati della Patologia Clinica, entrambi dell’Ospedale Maggiore di Novara, ha avuto come oggetto la determinazione dell’appropriatezza terapeutica del trattamento antibiotico nei pazienti settici. Le caratteristiche tipiche di questi pazienti, infatti, generano dubbi sull’appropriatezza dello schema terapeutico della terapia antibiotica dato che sono molti i parametri che vengono compromessi. In particolare, le modificazioni dell’emuntorio, con la variazione drastica della Clearance renale (Cl) e la possibile variazione del volume apparente di distribuzione (Vd). Nella fase preliminare di questo studio, che ha coinvolto 15 pazienti settici di entrambi i sessi e di età compresa tra i 35 e i 75 anni, abbiamo valutato i livelli plasmatici nelle 24 ore di piperacillina-tazobactam somministrata in infusione lenta e li abbiamo messi in relazione con i dati clinici dei singoli pazienti. I risultati hanno permesso di concludere che nonostante la grande eterogeneità dei pazienti e delle loro caratteristiche fisiopatologiche, il dosaggio e il regime adottati (4 gr in 3 ore, tid) consentono il raggiungimento del valore minimo della MIC in tutti per un tempo sufficiente per un’adeguata attività antibiotica (AreaUnderCurve0-24/MIC). Inoltre, la variazione della Clearance non sembra limitare in modo significativo la farmacocinetica della piperacillina, e la sua Vd non varia in modo considerevole. La concentrazione plasmatica in funzione del tempo al di sopra della MIC (%T>MIC) e il rapporto Cmax/MIC calcolate in questi pazienti, permettono di concludere che la terapia effettuata con piperacillina-tazobactam è appropriata per il trattamento del paziente settico, dato che consente di mantenere livelli plasmatici di antibiotico al di sopra della MIC-breakpoint descritte dalla banca dati Eucast. Inoltre, questo schema terapeutico esclude la necessità di ricorrere ad una infusione lenta prolungata per 24 ore, che invece, potrebbe diventare pericolosa dato che il T1/2 della piperacillina in questi pazienti non è prevedibile.
Lo studio, che verrà ampliato su una coorte più eterogenea di pazienti, prenderà in considerazione le interazioni farmacocinetiche (PK/PD) possibili tra i vari farmaci adottati nella gestione del paziente settico.
 
Collaborazioni in atto  
Comunicazioni a congressi  
Pubblicazioni