Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

Strumenti personali

sito non più aggiornato
 

Sezioni

Tu sei qui: Home / Ricerca / 2011

Responsabile Simonetta Bellone
Settore di ricerca Pediatria Generale e Specialistica
Personale docente Flavia Prodam   
Personale non-docente Roberta Ricotti  Valentina Agarla  Caterina Balossini  Silvia Savastio  Stefania Riccomagno  Marta Roccio      
Obiettivi della ricerca 1) L`ACTH correla maggiormente con la sindrome metabolica rispetto al cortisolo in bambini e adolescenti obesi.
Risultati ottenuti 1) Obiettivo: valutare, in bambini italiani obesi e sovrappeso, l’associazione tra sindrome metabolica e livelli mattutini di cortisolo e ACTH; valutare se ACTH e cortisolo risultano aumentati in soggetti con sindrome metabolica.
In studio 450 bambini e adolescenti afferenti all’ambulatorio di Auxologia ed endocrinologia pediatrica per obesità. Tutti i bambini sono stati valutati clinicamente, a tutti sono stati eseguiti OGTT ed esami ematochimici basali (ACTH, cortisolo, glucosio, insulina, quadro lipidico). In caso di riscontro di elevati livelli di cortisolemia è stato effettuato test al desametasone con valutazione di cortisoluria delle 24 ore. Risultati: Nessun soggetto ha avuto diagnosi di sindrome di Cushing. 228 soggetti (56.1%) presentavano i criteri di sindrome metabolica. I livelli di ACTH (p<0.001) e cortisolo (p<0.05) erano maggiori nei soggetti con sindrome metabolica, questa significatività si perdeva dopo aver aggiustato i dati per tutti i possibili confondenti. I livelli di ACTH aumentavano all’aumentare del numero dei criteri di sindrome metabolica, in particolare i livelli di ACTH correlavano positivamente con: trigliceridi (p<0.006), IFG e IGT (p<0.001), ipertensione arteriosa (p<0.02), BMI e circonferenza vita. I livelli di cortisolo erano maggiori nei pazienti con ipertensione arteriosa (p<0.05) e si associavano positivamente all’età e agli stadi puberali del paziente. Queste significatività venivano mantenute anche dopo aver aggiustato per tutti i possibili confondenti.  
Obiettivi della ricerca 2) La secrezione insulinica e la sensibilità all`ormone della crescita alla fine della terapia con rhGH dopo 1 anno di follow up: influenza dei polimorfismi del recettore d3GH sui parametri metabolici
Risultati ottenuti 2) Obiettivo: valutare le variazioni di insulinemia e insulinoresistenza in 24 bambini con GHD: 1) durante l’ultimo anno di terapia con GH (T0); 2) a 6 (T6) e a 12 mesi (T12) dopo la sospensione di terapia. In studio i livelli di glicemia ed insulina prima e dopo OGTT. L’insulinoresistenza e sensibilità sono stati valutati con: HOMA, Matsuda, QUICKI, Disposition index (DI) e indice insulinogenico (INS). È stato valutato anche il recettore del GH in particolar modo la presenza o assenza di delezioni a carico dell’esone 3. I 24 soggetti sono stati confrontati con 30 controlli puberi.
Risultati: nessun soggetto ha presentato disglicemia o ipertensione. I livelli di insulina e glucosio a tutti i tempi dell’OGTT sono risultati progressivamente inferiori a T6 e T12 rispetto a T0 (p<0.001). Gli indici di Matsuda and QUICKI erano minori a T0 rispetto a T6 e T12 (p<0.01). Tutti i parametri metabolici a T12 erano sovrapponibili a quelli del gruppo di controllo. INS e DI si riducevano progressivamente solo nel gruppo di soggetti senza delezioni di GHr (p<0.05).
Conclusioni: durante la terapia con GH la sensibilità periferica all’insulina si riduce ma senza comparsa di disglicemia inoltre si assiste ad aumento compensatorio dei livelli insulinici e riduzione di DI nei GHD non deleti. Dopo il termine della terapia i livelli di insulina e glucosio si normalizzano progressivamente in circa 12 mesi. 
Obiettivi della ricerca 3) Approccio proteomico per la valutazione del quadro infiammatorio nell`obesità:
ruolo preventivo del cacao.
Risultati ottenuti 3) Nell’obesità, la dieta gioca un ruolo cruciale anche in termini di regolazione della risposta infiammatoria, propria del tessuto adiposo di soggetti obesi. I polifenoli presenti nel cacao (Theobroma cacao L.), mostrano proprietà antiossidanti e modulano funzionalità piastrinica ed infiammazione. Obiettivo dello studio, ancora in fase preliminare, analizzare i meccanismi molecolari attraverso i quali i componenti bioattivi del cacao modulano lo stato infiammatorio in soggetti obesi, tramite l’attività dei monociti tissutali. E’ stata eseguita una cromatografia liquida accoppiata alla spettrometria di massa (LC-MS), per valutare la biodisponibilità dell’epicatechina nel plasma di soggetti trattati in acuto e cronico col cacao. I principali componenti bioattivi del cacao (epicatechina, teobromina e clovamide) sono stati testati in esperimenti tempo e dose dipendenti, sia su linee cellulari di monociti Mono-Mac 6 (MM6) sia su monociti umani isolati dal sangue di pazienti. Le cellule sono state lisate e dopo elettroforesi bidimensionale, è stata effettuata l’analisi del profilo proteico col software statistico PDQuest (versione 8.0). Risultati significativi sono stati osservati dopo 48 ore di incubazione con 10 µM di ciascun componente. I profili proteici hanno mostrato cambiamenti significativi di espressione rispetto al basale in diversi punti che sono stati significativamente sovra/sottoespressi con i tre trattamenti (P <0,05).  
Collaborazioni in atto  
Comunicazioni a congressi  
Pubblicazioni
Growth hormone deficiency associated with 22q11.2 Deletion: a case report.
Early diagnosis of Fabry disease in children
Neurofibromatosis type 1 and hypertension in pediatrics: case report
A novel HESX1 splice mutation causes isolated GH deficiency by interfering with mRNA processing.
Thyroid incidentaloma identified by ¹⁸F-fluorodeoxyglucose positron emission tomography with CT (FDG-PET/CT): clinical and pathological relevance.