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Responsabile Emanuele Albano
Settore di ricerca Patologia Generale
Personale docente    
Personale non-docente Salvatore Sutti  Irene Locatelli  Cristina Mombello  Marco Vacchiano            
Obiettivi della ricerca 1) Caratterizzazione dei fattori di variabilità individuale nella progeressione della steatosi non-alcolica (NAFLD)
Risultati ottenuti 1)  I meccanismi coinvolti nel determinare la variabilità fra individui nella progressione della steatosi non-alcolica (NAFLD) a steatoepatite (NASH) e cirrosi sono ancora per la gran parte da chiarire. Partendo da precedenti osservazioni circa diversa suscettibilità di due ceppi di topi (C57BL6 e Balb/C) alla NASH indotta dalla somministrazione di una dieta carente di metionina e colina (MCD) abbiamo investigato il ruolo della diversa polarizzazione immunitaria (Th-1/Th-2) e macrofagica (M1/M2) che caratterizza gli animali dei due ceppi. La maggiore gravità di steatosi, infiammazione lobare, di necrosi focale osservata nei topi C57BL6 (Th-1 - M1) rispetto ai Balb/c (Th-2 - M2) non è ascrivibile alla loro maggiore tendenza a risposte immunitarie di tipo Th-1 in quanto l’espressione del fattore di trascrizione T-bet e la produzione di interferon γ era analoga nei due ceppi. Al contrario i topi C57BL6 trattati con dieta MCD presentavano una maggiore espressione di marcatori di polarizzazione macrofagica M1 (IL-12, CCL2, iNOS) rispetto ai topi Balb/c che correlava con la maggiore gravita delle lesioni epatiche, mentre i marcatori di risposte M2 (IL-10, MLG-1) non risultano essere modificati dal comparsa di NASH. A conferma di ciò macrofagi isolati dai fegati dei due ceppi di animali trattati con dieta MCD hanno evidenziato un più spiccata attivazione in senso M1 nei topi C57BL6 indicando l’importanza dei fattori genetici ed epigenetici che regolano l’attivazione dei macrofagi nell’influenzare la progressione della NAFLD a steatoepatite.  
Obiettivi della ricerca 2) Ruolo di reazioni immunitarie ed infiammazione nella patogenesi dei danni epatici indotti da alcool;
Risultati ottenuti 2)  Sulla base di precedenti osservazioni circa il possibile ruolo di processi immunitari indotti da stress ossidativo nel promuovere la risposte infiammatoria coinvolte nell’evoluzione del danno epatico da alcool gli studi condotti nel corso dell’anno sono stati dedicati allo sviluppo di un nuovo modello sperimentale che intende valutare se ed attraverso quali meccanismi l’immunizzazione di topi verso antigeni derivati dalla perossidazione lipica potenzi lo sviluppo di steatoepatite durante la somministrazione cronica di alcool nella dieta. Gli studi condotti hanno portato a modifiche del modello sperimentale attraverso l’uso di una diversa procedura di immunizzazione che riduca lo stimolo aspecifico di infiammazione epatica pur garantendo lo sviluppo di una buona risposta immunitaria verso gli addotti di MDA. In seguito esposizione all’alcool gli animali immunizzati presentano una maggiore produzione epatica di citochine pro-infiammatorie (TNF-alfa, IL-12) rispetto a quelli non immunizzati ed una maggiore frequenza di focolai infiammatori associati con necrosi e/o apoptosi della cellule parenchimali.  
Collaborazioni in atto Prof. M. Ingelman-Sundberg, Dipartimento di Biochimica, Istituto Karolinska di Stoccolma (Svezia),
Prof. T. Badger, Centro di Nutrizione Clinica, Università dell’Arkansas, Little Rock (USA).
Prof. S.W. French, Dipartimento di Patologia, Università della California a Los Angeles, Torrance (USA ).
Prof. C.P. Day, Centro per la Ricerca Epatica, Università di Newcastle upon Tyne, (Gran Bretagna).
Prof. O. Niemela Departimento di Medicina di Laboratorio, Università of Tampere, Tampere, Finlandia
 
Comunicazioni a congressi   
Pubblicazioni
Pharmacological postconditioning protects against hepatic ischemia/reperfusion injury.
Effects of long-term ethanol administration in a rat total enteral nutrition model of alcoholic liver disease.
A case-control histological study on the effects of phlebotomy in patients with chronic hepatitis C.