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Responsabile Iacopo Baussano
Settore di ricerca Statistica Medica
Personale docente Corrado Magnani   
Personale non-docente Guglielmo Ronco  Paolo Vineis  Nereo Segnan  Garnett Geoff  Ugo Fedeli   Fabio Scano  Massimiliano Bugiani   
Obiettivi della ricerca 1) Modello matematico dell`epidemiologia dell`infezione da HPV e il cancro della cervice uterina
Risultati ottenuti 1)  E' stato sviluppato un modello di trasmissione dell'infezione da HPV-16 deterministico e di natura compartimentale. La popolazione è suddivisa in soggetti vaccinati, suscettibili, infettati ed infettanti (a loro volta discretizzati in HPV+/CIN-1 e CIN-2+), immuni, trattati da screening ed infine donne con carcinoma alla cervice uterina. Il modello prevede che la popolazione sia suddivisa in base a: a) sesso, b) classe di attività sessuale, c) età dei soggetti, d) durata della copertura vaccinale, e) durata dell'infezione.
I valori dei parametri che determinano le caratteristiche demografiche della popolazione, quelli di transizione tra compartimenti e quelli relativi allo screening e alle strategie di vaccinazione sono ricavati da stime locali, se queste non sono disponibili i valori vengono ricavati dalla letteratura
Il modello è stato definito attraverso un sistema di equazioni integro-differenziali ed è risolto utilizzando un codice in linguaggio C. Tale strumento informatico può produrre stime epidemiche' che tengono conto del periodo di calendario, della struttura per classi di età della popolazione, dei tempi di incubazione dell'infezione e della durata delle lesioni precancerose. Infine, è possibile ottenere una stima della validità del modello e dei valori dei parametri confrontando le stime prodotte e dati osservati in Piemonte.
Il modello di trasmissione dell'infezione da HPV-16 è stato calibrato e testato. Una pubblicazione scientifica riporta i risultati del lavoro. Nelle fasi successive del progetto il modello verrà utilizzato per disegnare strategie di prevenzione a livello nazionale ed internazionale . 
Obiettivi della ricerca 2) Modello matematico dell`epidemiologia della tubercolosi, con particolare riferimento ai fenomeni migratori
Risultati ottenuti 2) E' stato sviluppato un modello di trasmissione della tubercolosi deterministico e di natura compartimentale. La popolazione è suddivisa in soggetti vaccinati, suscettibili, infettati (LTBI) ed infettanti (TB), guariti e trattati. Il modello prevede che la popolazione sia suddivisa in base a: a) status di immigrazione, b) età dei soggetti, c) durata della copertura vaccinale, d) durata dell'infezione e) durata del trattamento.

I valori dei parametri che determinano le caratteristiche demografiche della popolazione, quelli di transizione tra compartimenti e quelli relativi all'efficace del trattamento e alle strategie di vaccinazione sono ricavati da stime italiane, se queste non sono disponibili i valori vengono ricavati dalla letteratura
Il modello è stato definito attraverso un sistema di equazioni integro-differenziali ed è risolto utilizzando un codice in linguaggio C. Tale strumento informatico può produrre stime epidemiche' che tengono conto del periodo di calendario, della struttura per classi di età della popolazione, dei tempi di incubazione dell'infezione e dei fenomeni migratori. Infine, è possibile ottenere una stima della validità del modello e dei valori dei parametri confrontando le stime prodotte e dati osservati in Italia ed altre regioni europee.
Il modello di trasmissione della tubercolosi verrà calibrato su dati di incidenza italiani ed utilizzato per ottenere delle proiezioni di impatto dei fenomeni migratori sull'incidenza della tubercolosi e per stimare il possibile ruolo di strategie di controllo e prevenzione della malattia tubercolare. 
Obiettivi della ricerca 3) Impatto dei fenomeni migratori sulla diffusione della tubercolosi nei paesi a bassa incidenza
Risultati ottenuti 3) La tubercolosi costituisce tuttora un rilevante problema di Sanità Pubblica, per il cui controllo è necessario un intervento organico di riduzione della diffusione della malattia nella popolazione. Le misure individuate dalle presenti linee guida regionali concorrono complessivamente ad un obiettivo di salute collettiva. L'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel suo rapporto annuale del
2007 colloca il nostro paese tra quelli a bassa incidenza, con un'incidenza annua di Tubercolosi inferiore a 20 casi per 100.000 abitanti, (7 per centomila, 4393 casi nel 2006) attribuendo all'Italia un tasso di sottonotifica annuo delle forme tubercolari microscopicamente confermate, compreso tra il 20% ed il 30%.
I fenomeni migratori internazionali attualmente in atto sono particolarmente rilevanti nel ridefinire l'epidemiologia delle malattie infettive in generale e della tubercolosi in particolare. Il constante afflusso di soggetti provenienti da aree ad alta incidenza di tubercolosi pone specifici problemi per il controllo della trasmissione dell'infezione. Da una parte infatti esiste un serbatoio persistente e continuamente rinnovato di soggetti potenzialmente contagiosi, dall'altra alcuni di questi soggetti hanno scarso accesso alle risorse sanitarie regionali oppure ne fanno uno scarso uso, rendendo difficile l'identificazione tempestiva di casi di infezione o malattia. E` stata condotta una revisione sistematica della letteratura con meta-analisi per stimare la prevalenza di tubercolosi nelle popolazioni migranti ed è in corso uno studio su dati piemontesi con i seguenti obbiettivi a) stimare la prevalenza di infezione tubercolare latente tra gli immigrati testati dal sistema di screening passivo; b) identificare possibili caratteristiche dei soggetti migranti predittive del rischio di infezione; c) paragonare le stime ottenute con quelle pubblicate da altre regioni italiane ed europee soggette a fenomeni migratori paragonabili a quelli in corso in Piemonte; d) paragonare la distribuzione per età della prevalenza dell'infezione tubercolare latente con quella stimata nei paesi di origine dei soggetti migranti. In questo modo si potrà paragonare il rischio annuale di infezione per i soggetti immigrati con quello stimato per i soggetti rimasti nel paese di origine, e) ottenere delle curve di distribuzione per età dell'infezione. 
Obiettivi della ricerca 4) Impatto della trasmissione della tubercolosi nelle strutture sanitarie e nelle carceri.
Risultati ottenuti 4) Il contesto carcerario e quello ospedaliero sono particolarmente favorevoli alla trasmissione dell'infezione tubercolare (LTBI) e al verificarsi della tubercolosi (TB). In questo senso sono particolarmente rilevanti da una parte il sovraffollamento delle strutture, lo status socio-economico dei soggetti incarcerati e il loro stile di vita dall'altra l'assenza di misure di controllo di diffusione della malattia nei contesti sanitari. I soggetti incarcerati possono agire come serbatoio dell'infezione rispetto alla popolazione generale, in funzione della loro interazione con essa, mentre la trasmissione nosocomiale pone a rischio in modo particolare gli operatori sanitari. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dedicato un'attenzione particolare a definire il rischio e le possibile strategie preventive della trasmissione della tubercolosi in contesti specifici come le istituzioni sanitarie e penitenziarie. Per questo progetto sono state condotte due revisioni sistematiche della letteratura con meta-analisi per definire, a livello globale, il rischio di infezione e malattia tubercolare nel contesto delle strutture sanitarie e penitenziarie. I risultati di questa ricerca sono stati sottomessi per pubblicazione ed hanno portato alla produzione di un documento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. 
Collaborazioni in atto Stop TB Department, World Health Organization, Geneva, Switzerland
Imperial College of Science, Technology and Medicine. London, UK
The International Agency for Research on Cancer (IARC, WHO), Lyon, France  
Comunicazioni a congressi - ISSTDR/BASHH, 2009. London,UK. Comunicazione Orale.
- GRELL Meeting,2009. Lugano, Switzerland. Presentazione invitata
- Epidemics, 2009. Athens, Greece. Posters
- AIE, 2009. Modena, Italia. Posters e comunicazione orale




 
Pubblicazioni
Variability of adenoidectomy/tonsillectomy rates among children of the Veneto Region, Italy
Active screening at entry for tuberculosis among new immigrants: a systematic review and meta-analysis
WHO policy on TB infection control in health-care facilities, congregate settings and households
Activities of the Group of the Italian Association of Epidemiology on violent conflicts