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Responsabile Mara Giordano
Settore di ricerca Genetica Medica
Personale docente    
Personale non-docente Michela Godi  Rita Marabese  Francesca Cafasso  Simona Mellone            
Obiettivi della ricerca 1) Analisi funzionale di una variazione nel peptide segnale del Growth Hormone Releasing Hormone Receptor (GHRHr).
Risultati ottenuti 1) Nel 10% dei pazienti con IGHD di tipo IB (autosomico recessivo) sono riportate mutazioni causali in omozigosi o eterozigosi composta nel GHRHr. Analizzando questo gene in pazienti sporadici, abbiamo identificato una variazione in eterozigosi Val10Gly nel peptide segnale in 3/131 casi (ereditata da genitori con statura normale) e in 1/978 controlli (p=0,001). Il Western-blot dell’estratto di cellule CHO transfettate rispettivamente con i costrutti contenenti il cDNA-GHRHr mutato (10-Gly) e il cDNA wild-type (10-Val) mostrava una banda di circa 48 Kda (10-Gly) e 45 Kda (10-Val), verosimilmente corrispondenti al recettore con e senza peptide segnale. Nelle cellule transfettate con entrambi i costrutti, erano presenti entrambe le bande. Studi di immunofluorescenza hanno evidenziato che in cellule non permeabilizzate transfettate separatamente con i due costrutti, il GHRHr 10-Gly non viene espresso in membrana, a differenza di 10-Val. In cellule transfettate con entrambi, il recettore è presente. Stiamo effettuando su queste un’analisi quantitativa. Questi risultati suggeriscono che Val10Gly interferisce con il processamento del recettore maturo, impedendo il taglio del peptide segnale e quindi l’espressione in membrana. E’ probabile che in questi tre pazienti l’IGHD sia dovuto alla concomitante presenza di variazioni in altri geni suggerendo che in questa patologia esiste anche una forma di eredità oligogenica.
 
Obiettivi della ricerca 2) Ricerca di fattori genetici di suscettibilità alla malattia celiaca in regioni genomiche candidate.
Risultati ottenuti 2) La malattia celiaca (MC) è un’enteropatia permanente ad eziologia multifattoriale scatenata dall’ingestione delle prolamine del grano (glutine), segale e orzo.Il principale fattore genetico è costituito dai geni che codificano per le molecole HLA DQ2 o DQ8, presenti quasi nel 100% dei pazienti. Tuttavia, benché necessario, l’HLA da solo non è sufficiente perché si manifesti la malattia e non spiega interamente la suscettibilità genetica. Sono stati condotti diversi studi di linkage e associazione per identificare altri fattori di suscettibilità genetica. Da studi di linkage condotti in più popolazioni europee sono emersi alcuni loci candidati tra cui , CELIAC2 corrispondente alla regione 5q31-33. Abbiamo condotto uno studio di associazione sui geni presenti in questa regione. Sono stati studiati un totale di 299 SNPs localizzati in 78 geni. Cinquantadue di questi geni e 211 SNPs mappano in un intervallo di 9cM tra I microsatelliti D5S402 e D5S410 dove è stato calcolato si trovi il gene di suscettibilità con una probabilità dell’ 82.1%. L’analisi è stata condotta su pool di DNA di pazienti (due pool da 200 individui) e pool di controllo (due pool da 200 controlli). Da questo studio sono emersi alcuni SNP potenzialmente associati nei geni ABLIM, MFAP3 e CDX1 e stiamo ora proseguendo l’analisi con altri SNP negli stessi geni e su campioni singoli.

 
Obiettivi della ricerca 3) Analisi funzionale di un polimorfismo nel primo introne del gene Prop-1 associato al deficit combinato di GH (CPHD)
Risultati ottenuti 3) Abbiamo analizzato una sequenza all’interno del primo introne del gene PROP-1 , su un totale di 72 pazienti con deficit di combinato di GH (CPHD) e 420 controlli. Era stato in precedenza dimostrato che la sequenza omologa murina ha funzione di enhancer ed è conservata tra le specie (Ward et al 2007). In 10/72 (13,8%) pazienti è stata trovata una delezione di tre basi in eterozigosi (TAG) in posizione 915 dell’IVS1 presente anche in 24/420 (5,7%) controlli ; tale differenza è statisticamente significativa(p=0.020 ; OR=2.66). Nello stesso IVSI è stata trovata, in posizione 435, una ulteriore variazione in eterozigosi G/A in 12 degli stessi pazienti (16,6%) e in 18 di 244 controlli (7,3%;p=0.033 ; OR=2.51). Il lavoro attuale è volto alla creazione di costrutti in pGL3 con le varie combinazioni delle due variazioni da utilizzare in esperimenti di transfezione. I diversi aplotipi della regione dell’enhancer sarranno posti al 5’ del gene reporter della luciferasi per testare, mediante l’attività lucifera sica, l’eventuale funzione di enhancer dell’ IVSI nell’uomo e il ruolo delle variazioni associate a CPHD sull’attività trascrizionale.
 
Collaborazioni in atto   
Comunicazioni a congressi Identificazione di una variazione funzionale nel gene GHRHr (Growth hormone releasing hormone receptor) associata a deficit isolato di GH (IGHD)
Michela Godi, Simona Mellone, Antonella Petri, Simonetta Bellone, Gianni Bona, Patricia Momigliano-Richiardi, Mara Giordano.
Atti del XI Congresso SIGU, Genova 24-27 Novembre 2009
 
Pubblicazioni
A functional common polymorphism in the vitamin D-responsive element of the GH1 promoter contributes to isolated growth hormone deficiency.