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Piero STRATTA: Linee di Ricerca

ultima modifica 31/01/2012 08:48

Analisi dei pattern di proteomica urinaria nel trapianto renale

Si tratta di uno studio prospettico sull’evoluzione del quadro proteomico urinario in diverse fasi del trapianto renale. Vengono inclusi i pazienti portatori di trapianto renale singolo da cadavere eseguiti presso il nostro Centro dal 2011.  Il progetto prevede l’analisi della proteomica urinaria nella fase di induzione della terapia immunodepressiva al momento dello sblocco diuretico (T1), nella fase si stabilizzazione funzionale (T2) e al momento dell’esecuzione della biopsia renale per qualunque indicazione clinica, in qualunque momento della storia del trapianto (T3).  L’analisi proteomica ai tempi T1 e T2 consentirà di studiare l’evoluzione del proteoma urinario in due fasi molto precoci del trapianto, al fine di identificare proteine urinarie che rappresentino markers di recupero funzionale tardivo (DGF) o di rischio immunologico. L’analisi proteomica al tempo T3 consentirà invece di correlare diversi pattern proteomici con l’istologia renale al fine di identificare potenziali markers di rigetto acuto e cronico (anticorpo-mediato vs cellulo-mediato), della  nefrotossicità da inibitore delle calcinerine (CNI) e di altri quadri meno frequenti come la nefropatia da Poliomavirus (PVAN). In prospettiva la proteomica potrebbe fornire elementi diagnostici e prognostici in grado di integrare i dati istologici e potenzialmente ridurre la necessità di ricorrere alla biopsia del rene trapiantato.

Il coinvolgimento renale nelle paraproteinemie

Si tratta di uno studio retrospettivo sulle diverse forme del coinvolgimento renale in corso di paraproteinemia, condotto sulla casistica di biopsie renali eseguite presso il nostro Reparto di Nefrologia.  Il termine Monoclonal Immunoglobulin Deposition Disease (MIDD) è impiegato oggi per identificare tutto il ventaglio dei possibili quadri patologici conseguenti al deposito delle paraproteine monoclonali prodotte dalle plasmacellule nel mieloma. Le paraproteine sono in grado di depositarsi nel tessuto renale  sotto forma di depositi strutturati e non strutturati che includono precipitati granulari, cristalli, cilindri, fibrille e amiloide. Questi depositi possono localizzarsi e danneggiare selettivamente ognuna delle diverse strutture del rene  (glomeruli, tubuli, interstizio) determinando vari quadri clinici a prevalente coinvolgimento glomerulare (sindrome nefrosica secondaria a “Light Chain Deposition disease”o ad amilodosi AL) o tubulare (anomalie tubulari nella sindrome di Fanconi, insufficienza renale acuta nella “Cast Nephropathy”). La diagnostica differenziale si base sull’analisi del tessuto renale in microscopia ottica, in immunofluorescenza e con tecniche di immunoistochimica ed immunomicroscopia elettronica (anticorpi anti-sostanza P nella diagnosi di amioloidosi). Esistono inoltre quadri più rari di nefropatia a depositi strutturati derivanti da immunoglobuline o loro frammenti che si possono diagnosticare con l’impiego della microscopia elettronica (glomemrulopatia fibrillare ed immunotattoide).  In prospettiva una miglior caratterizzazione dei quadri istologici delle nefropatie in corso di gammopatie monoclonali potrà fornire elementi diagnostici e prognostici utili per indirizzarne la terapia.